E' una ricetta di origine piemontese, inventata agli inizi del Novecento da un ristoratore. Fa parte della nostra storia, una ricetta "vecchia" ma che meriterebbe di essere rivalutata. La carne risulta buonissima e tenerissima, non per niente si chiama "al cucchiaio". E' una prepararzione elegante, molto pratica, perchè può essere preparata con due o tre giorni di anticipo ed è adattissima anche per un buffet, visto non serve il coltello.
domenica 8 novembre 2015
Uova alla Commarin
Questa ricetta prende il nome dal Castello di Commarin, un bellissimo castello della Borgogna. Non vi aspettate una ricetta da principi, perchè è in realtà una preparazione molto casalinga e familiare. Non di meno, o forse proprio per questo, le uova alla Commarin sono molto gustose e adatte per un menù invernale. Rappresentano, secondo me, un piatto unico, perché sono "piuttosto sostanziose".
Ingredienti:
per 6 persone
Kg 1
di patate
100
g di burro
latte,
sale, pepe
6
uova
burro,
pangrattato, noce moscata
emmenthal
grattugiato
aceto
di vino bianco
Lessare
le patate e passarle allo schiacciapatate. Raccogliere il purè in
una casseruola, portarlo sul fuoco e, mescolando, lasciarlo un po’ asciugare. Unire il burro e tanto latte (dipende dalle patate) quanto sarà
necessario per dare leggerezza al purè. Salare e pepare. Lavorare bene fino a
rendere il purè soffice e leggero.
Per le uova in camicia, in una
casseruola mettere a scaldare dell’acqua, una spruzzata di aceto bianco e
portare ad ebollizione. Rompere in una tazzina l’uovo e versarlo con
movimento deciso nell’acqua in leggera ebollizione nella quale è bene creare un vortice che avvolga l'albume attorno al tuorlo. Lasciarlo cuocere per circa
3 o 4 minuti. Scolare l’uovo con il mestolo bucato ed adagiarlo su di un
vassoio coperto da un panno o da carta forno. Proseguire allo stesso modo anche
per le altre uova.
In una pirofila fare uno strato di
purè, distribuirvi le uova in camicia, aggiungere un pizzico di sale e coprire
con altro strato di purè, creando sopra ad ogni uovo un monticello.
Disseminare di fiocchetti di burro, profumare con noce
moscata, cospargere di emmenthal grattugiato e pangrattato e mettere in forno
caldo fino a gratinatura.
Paola
venerdì 6 novembre 2015
Polpette di lenticchie
E’una ricetta che mi ha molto stupita quando l’ho sentita alla radio, perché i miei stereotipi mentali non mi avevano mai fatto nemmeno ipotizzare di trasformare un legume in polpetta. Quindi la provai subito. Ed ovviamente mi piacque. In seguito cominciai a proporla e da quel momento ha avuto largo seguito, quindi adesso la propongo a voi. Mi saprete dire come è andata?
mercoledì 4 novembre 2015
Rape ripiene
Una ricetta per gustare questa verdura invernale a volte poco apprezzata. Fa parte della tradizione ligure e l'ho imparata recentemente chiacchierando al mercato di Imperia con un'anziana signora mentre eravamo in attesa del nostro turno alla bancarella di Giancarlo.
martedì 3 novembre 2015
Torta con pesche sciroppate e pere decana
Questa torta fa parte dei dolci che ogni giorno venivamo preparati per la vetrina del mio negozio già al tempo di via Borgospesso.
lunedì 2 novembre 2015
Manzo alla Szechuan
Ingredienti
900g di filetto di manzo 8 dl di acqua
2 cucchiai di olio
1 cucchiaio di zenzero fresco
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaio di semi di sesamo
1 cucchiaio di peperoncino piccante (a piacere)
Gambo di cipollotto tritato
4 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di aceto
2 cucchiaini di olio di sesamo
2 cucchiai di sherry secco
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di zucchero semolato
Bean thread
Verdure di diverso colore
Polpettone con frittata
Un classico della domenica, si può preparare anche in anticipo e riscaldare in forno ben coperto.
venerdì 30 ottobre 2015
Risotto di zucca gialla
Questa ricetta è presa dalla rivista “sale e pepe” di qualche anno fa e l’unico vero “segreto” e quello di trovare una zucca dolce e molto saporita.
giovedì 29 ottobre 2015
Acqua cotta alla senese
Questa ricetta, antichissima, è di quelle che non hanno una grande storia così come tutte quelle ricette “povere “perché si preparavano in ogni famiglia e quasi sempre in modo diverso tanto che ogni zona della Toscana la realizza usando prodotti locali e stagionali.
Quella “Senese” usa i funghi porcini. La leggenda dice che i minatori dell’Amiata partendo da casa per recarsi al lavoro portassero nel “tascapane”le “ova” del proprio pollaio ed un pezzo di pane e che attraversando il bosco raccogliessero i funghi porcini . Al momento del pranzo scaldavano l’acqua dove facevano cuocere i funghi debitamente puliti e tagliati grossolanamente e che poco prima di completare la cottura aggiungessero le uova che si trasformavano in stracciatella. Oggi la ricetta, seppur semplice, è stata arricchita di ingredienti, ecco come la preparo io.
martedì 27 ottobre 2015
Filetti di triglie ai ceci e pecorino
Quando compro il pesce, mantengo da parte sempre le teste e le lische per trarne un utile fumetto, che mi serve per salse o brodetti. Questa volta al mercato c’erano delle triglie freschissime che mi son fatta preparare in filetti.
Due varianti negli ingredienti hanno dato un gusto particolare all’una e all’ altra portata rinfrescate da una insalata di puntarelle con le alici.
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